Evidentemente – ma noi appassionati ce ne siamo accorti da qualche tempo – continua ad aumentare in maniera esponenziale la forma d’investimento in orologi d’epoca. E’ un fatto confermato, non solo dai “nuovi ricchi” che si sono accaparrati i pezzi battuti nelle sessioni tenutesi a Dubai e Hong Kong, ma anche delle altre sedi di New York e Ginevra che nel complesso hanno visto portare a termine oltre il 90% dei lotti in vendita.
Patek Philippe Ref. 1527 da record: aggiudicato a CHF 6.259.000
Il pezzo top dell’anno è stato venduto da Christie’s Ginevra e si trattava ancora una volta di un Patek Philippe, una rara referenza 1527 cronografo a calendario perpetuo del 1943 (te ne avevo già parlato qui). Apparteneva a un museo privato e la sua valutazione prima dell’evento era stimata in una ragguardevole cifra di CHF 1.500.000 – 2.500.000. E’ stato aggiudicato per CHF 6.259.000 – al cambio odierno € 4.393.192! Chissà tra sessant’anni cosa bisognerà sborsare per una Ref. 5951P presentata quest’anno a Baselworld? Potendo, oggi, conviene comprarlo invece che un appartamento? Non chiedermelo: non ho molto fiuto per gli investimenti in generale, a parte – guarda caso – qualche orologio ma di tutt’altre cifre…“La rete” ha comunque contribuito tanto al business orologiero e tutte le case d’aste non sono certo state indifferenti ai mezzi che offrono le nuove tecnologie. Il sistema LIVE TM che Cristie’s utilizza, nell’ultima sessione del 15 dicembre scorso, ha fatto registrare oltre 300 acquirenti provenienti da 19 diversi paesi e non si trattava certo di pezzi da poche decine di euro.
L’ho scritto diverse volte: se dovessi comprare un orologio d’epoca – azione sempre molto delicata per i rischi in essa coinvolti – partirei da case d’aste come quelle del livello di Christie’s perché oltretutto anche i prezzi sono spesso più obiettivi e contenuti.
Dietro ai risultati così positivi che gli orologi d’epoca fanno in generale segnare oggi ci sono a mio avviso due riflessioni da fare. Certe cifre non si raggiungono mai per caso: qui non si tratta – come a volte avviene per il nuovo – di poter contare insieme alla bontà del prodotto su azioni di marketing e fattori influenzabili come mode e testimonial; evidentemente la qualità e rarità degli orologi d’epoca che si vedono negli ultimi tempi fa muovere i capitali di qualche esperto e danaroso collezionista, ma anche di molti istituti d’investimento che li acquistano a qualsiasi prezzo per fini speculativi. Dall’altra parte questa merce ha provenienze altrettanto illustri come intere collezioni private, musei e celebrità: fa pensare che forse non tutti si “disfano” di simili pezzi per speculare, ma per reali necessità.
Collezionare significa “raccogliere” e per chi lo fa sul serio, spesso, è solo a senso unico.
contaminuti
replica orologi
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