Zannetti Orologi celebra la festa degli innamorati del 2011 con Regent Lady San Valentino disponibile con cassa in acciaio o oro rosa 18 kt diametro 33,3 mm. La lunetta presenta un pavé in diamanti taglio brillante.
Zannetti Regent Lady San Valentino
Il quadrante è smaltato rosa traslucido ed è caratterizzato da quattro cuori applicati in oro bianco e brillanti lavorati a mano. La corona è anc’essa impreziosita da un brillante per un totale complessivo di 1,51 carati. Il contatore delle ore, minuti e secondi è decentrato. Il fondello, inciso e rifinito con cuori, replica i motivi presenti sul quadrante ed è provisto di un oblò decentrato in cristallo di zaffiro con vista sul Calibro.
La nuova chiusura a dèployante traforata e personalizzata si ancora a un cinturino in alligatore Louisiana rosa cucito a mano. Interamente progettato e manufatto in Italia è mosso da un movimento meccanico automatico svizzero.
Sempre in “movimento”, come lo è d’altronde un orologio, L’Alta Orologeria… Il nuovo edificio, poco distante dall’aereoporto di Eplatures, è ora la sede delle quattro compagnie create da Robert Greubel e Stephen Forsey, guidate dai due fondatori insieme al CEO Emmanuel Vuille: Greubel Forsey, CompliTime, CT Design e CT Time. Oggi sono più di un centinaio le persone che si sono trasferite dall’Ancien Manège? e da altri atelier circostanti, dove è cominciata l’avventura Greubel Forsey.
Riflettendo la natura degli orologi Greubel Forsey, la progettazione dei nuovi laboratori? svela un? concentrato di? prodezze tecnologiche che visualizzano un anima distintiva e che sottolinea il legame tra passato, presente e futuro.
La nuova sede è composta da due edifici: una antica fattoria del XVII secolo restaurata da Gilles Tissot (un esperto di restauro di immobili? storici con il tipico stile di Neuchatel) nella quale sono presenti gli uffici, l’atelier dedicato ai pezzi unici e un’area espositiva del marchio.
Il lavoro di restauro ha previsto la conservazione di diverse caratteristiche originarie della struttura come l’esterno, le fondamenta e il tetto in pietra.? Inoltre all’interno si possono ancora ammirare? la cantina a volte, un bellissimo camino, una sala del XVIII secolo con soffitto decorato in legno ed una stufa in maiolica, una porta scolpita datata 1668 ed una meridiana che simbolizza il passare del tempo, perfettamente in tema con il nuovo utilizzo dell’edificio.
La struttura principale direttamente collegata con l’antica fattoria e disegnata dall’Architetto Pierre Studer ospita i dipartimenti di sviluppo e produzione. La sua forma originale riflette l’ambiente circostante? ed è ulteriormente valorizzata da un giardino pensile.
E’ anche la prima “costruzione amica” della regione. Le pareti esterne in vetro creano un cuscinetto termico naturale: in estate l’aria circola per creare una fresca brezza mentre in inverno le stesse servono? come isolamento supplementare.
La? ventilazione al piano terra è fornita da un sistema di raffreddamento atermico (l’aria estratta è raffreddata dall’evaporazione dell’acqua, viene poi utilizzata in uno scambiatore di calore che la emette fresca).
La ventilazione dei piani superiori destinati ai dipartimenti dei movimenti ed assemblaggio finale, è realizzata con aria filtrata.
La luce naturale penetra tutto l’edificio grazie alle grandi pareti vetrate che riflette l’ambiente circostante. Le scale su ogni lato sono un sottile richiamo che ci rimandano all’Ancienne Manège.
La Chaux-de-Fonds, Settembre 2009
Ma?tres du Temps può fregiarsi? – con Chapter Two – di avere l’orologio meccanico con triplo calendario più leggibile del mondo! Per Natale 2009 gli appassionati del marchio avranno a disposizione una collezione aggiornata con ulteriori varianti.
Chapter Two, l’orologio costruito con la collaborazione di Mastri Orologiai tra cui Peter Speake-Marin e Daniel Roth, presenta le funzione delle ore e dei minuti centrali indicate da eleganti lancette taglio diamante, i piccoli secondi a ore 6, la grande data a ore 12, ilgiorno ed il mese scritti per intero all’estremità della cassa. La combinazione di grande data e dei due originali rulli conferiscono a Chapter Two una leggibilità senza precedenti per un orologio da polso di Manifattura.
Tecnicamente questo segnatempo è stato sviluppato in collaborazone con i più esperti orologiai ed è stato testato e rifinito fino a che non sono stati raggiunti i più alti standard di qualità. In particolare il meccanismo per comandare i rulli ha richiesto profonde riflessioni tecniche e fantasiose per ottenere insieme efficenza ed affidabilità. La soddisfazione del progetto è che entrambi i rulli cambiano posizione istantaneamente, risultato che testimonia l’alta precisione della Manifattura.
Disponibile sia in oro bianco che rosa a 18 k, ogni versione è in edizione limitata di 50 pezzi. I prezzi partono da $ 72.000.
Ho avuto la fortuna di conoscere tutto il team a Baselworld 2009: da Steven Holtzman a Speake Marin e Daniel Roth oltre all’emozione di potermelo provare al polso…
Giorno per giorno, come mio figlio Guido, ne scopro una nuova… Guy Ellia ha l’onore di “aprire le danze” del vostro/nostro anno?orologiero?2009.
Qualche informazione su chi è Guy Ellia. Il suo approccio con il lusso avviene con le pietre preziose nel 1973: ad Anversa impara le arti del taglio e ne custodisce i segreti.?Un giorno del 1994, su consiglio di sua madre e dei suoi amici, acquisì la società Etablissements Jean Guerin e aprì un negozio a Parigi sulla Rue La Fayette nel quartiere dei diamanti. Nel 1999 Guy esce sul mercato con il suo marchio.
“Progettare contro la marea” è uno dei suoi motti. (ndr. probabilmente l’unica alternativa oggi, “al 9,99 Eur” dei prezzi stracciati, per combattere la crisi economica mondiale che stiamo vivendo). e con lo stesso stile vengono alla luce i suoi orologi da polso, questa volta pensati anche per il polso maschile. All’ interno delle sue creazioni batte un cuore meccanicodi Piguet e Parmigiani.
Con l’ aiuto di Christophe Claret, famoso maestro orologiaio svizzero, Guy Ellia ha creato una linea di orologi complicati. Per dare un esempio, il suo Tourbillon Magistère, richiede da uno a due anni per essere costruito e ne vengono prodotti circa 15 all’anno.
Ma parliamo invece del Rèpètition Minute Zephir: racchiuso in esso troviamo due preziose complicazioni:
LA PRIMA è quella della ripetizione minuti in grado di “trasportare su un polso” lo stesso comportamento di un campanile di una cattedrale suonando le ore i quarti e i minuti durante il giorno e su richiesta anche la notte. LA SECONDA è la visualizzazione di 4 fusi orari selezionando la città di riferimento con distinzione tra giorno e notte. Ci sarebbe anche la riserva di carica, ma di fronte alle prime due funzioni mi sembra quasi scomparire…
La meravigliosa mano di Claret – uno dei tre di?Ma?tres?du Temps – si sente e si vede attraverso il solido vetro zaffiro convesso di enormi dimensioni?(53.6 x 43.7 x 14.8 millimetri ndr. un po’ più piccolo del “Chapter One”) abbellita da oro bianco, oro rosso o titanio.
Lo Zephir è unico: ha una platina nera sabbiata su cui sono montati?720 componenti con ruote rodiate di vari colori, due fusi orari visualizzati sulla parte anteriore e altri due sul retro, il tutto in sintonia con i martelli della ripetizione minuti. Completa il quadro un cinturino minimalista in gomma con fibbia in oro o titanio e un diamante sulla corona di carica. DON’T DREAM, JUST WATCH (recita il suo slogan e noi obbediamo… guardando questo video):
Per finire, un dettaglio è che tutti gli orologi Guy Ellia sono firmati sulla cassa con un piccolo diamante alla lettera “i” del marchio. Non mi risulta – consultando il sito – che in Italia venga distribuito… Non importa nè ho cercato sulla rete quanto costi. Per chi se lo può permettere, “Parigi è veramente a due passi…”
Buon 2009
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Il Navitimer è il Breitling, un po’ come il Maggiolino è la Wokswagen, i Levi’s sono i jeans, il Mac (adesso) è il computer. Tutti oggetti che potrebbero non ricamare i tuoi gusti, ma è così.
dentro al Calibre 01
Ogni brand che abbia un nome che tanti ricordano ha prodotto almeno un oggetto che ha riscosso un grande successo, non solo economico ma soprattutto d’immagine, e che probabilmente non riuscirà mai più a replicare, tanto che non resta altro di continuare a migliorarlo. E’ proseguendo a perseguire questa strada che Breitling ha presentato il nuovo Navitimer 01 Limited, un segnatempo che porta in primo piano uno dei temi vincenti della Maison di Grenchen: i cronografi da pilota.
E’ equipaggiato dal Calibre 01, il primo interamente realizzato dalla manifattura che è apparso sulla scena nel 2009 dentro il Chronomat 01. Questo movimento meccanico oltre alle funzioni cronometriche presenta un originale architettura: è fornito di smistamento delle funzioni delle misurazioni dei tempi brevi tramite ruota a colonna con una coppia di frizioni disposte verticalmente e la sua carica automatica fornisce una riserva di ben 70 ore. Come tutti i Breitling è un cronometro certificato COSC sviluppato su 47 rubini che lo fanno vibrare ad una frequenza di 4 Hz ossia 28.800 alternanze/ora
Breitling Navitimer 01
Ma gli orologiai della Breitling non si sono fermati qui: il Calibro per garantire al massimo la sua funzionalità e in totale sicurezza presenta alcune finezze come un sistema brevettato di auto centraggio per il reset dei martelletti e un esclusiva racchetta di regolazione che permette un rapido aggiustamento in base a chi lo indossa. Le particolarità di questo movimento meccanico non finiscono qui, anzi si estendono persino ai processi durante la sua costruzione. La linea di montaggio del marchio è provvista di un sofisticato computer che permette agli uomini della produzione – tramite un software dedicato – di controllare ogni singolo step di assemblaggio del Calibre 01 e di essere avvisati quando uno di essi richiede un intervento manuale. Siamo lontani dal mondo “manuale” degli artigiani, ma nel contesto di questo tipo di prodotto – per me – tutto ciò è un valore aggiunto.
Quasi dimenticavo di almeno accennare al resto: Il nuovo Breitling Navitimer 01 Limited ha una cassa di 43 mm ed è costruito in edizione limitata di 2.000 pezzi in acciaio e 200 pezzi in oro rosso.
E’ impermeabile fino a soli 30 metri, ma per un orologio da pilota forse è meglio – per scaramanzia – che sia proprio così…
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In questo momento mi trovo ancora a Basilea: la fiera-evento più grande del mondo ha chiuso i battenti. I dati ufficiali riportano una presenza di 100’700 visitatori provenienti da tutti i continenti, esattamente da 100 Paesi: i numeri segnano un +7% rispetto all’anno precedente.
Per quello che riguarda la mia sensazione personale (sono a Basel da domenica 21 Marzo c.m.) e per quanto anche sentito dalle parole di chi era lì da ben dieci giorni, nel weekend e fino a l’altro ieri c’era in effetti una grandissima affluenza. Ovviamente tantissime le novità su tutti i fronti. Da segnalare anche qualche assenza forse più per ottimizzazione del budget di promozione: a essere sempre malpensanti o pessimisti anche l’obiettività viene meno…
In sostanza quasi tutti hanno presenziato al più grande evento mondiale dell’anno “mantenendo la posizione”. Qualche esempio nell’alto di gamma, il segmento che più ci interessa: Rolex, che ha l’onore di essere da sempre forse la più (soprattutto per il numero di persone) “desiderata”, era attesissima con il nuovo Submariner, ma la casa coronata ha puntato in realtà buona parte dei suoi obiettivi di fatturato dell’anno 2010 sul Tudor Heritage Chrono, più abbordabile, ma anche applauditissimo dai partecipanti allo show.
Nella parte “futurista” dell’Alta Orologeria piccoli ma qualitatevoli brand come MB&F, Christophe Claret, URWERK, Cabestan, Ladoire, Hautlence non hanno mancato di esporre le novità dell’ultima ora.
Per gli orologiai indipendenti segnalo il lavoro di nomi come Speake-Marin, Romain Gauthier e Pita: ognuno interpreta diversamente la sua professione e quindi non sono paragonabili tra di loro. Solo un episodio: negli occhi di Aniceto Pita la soddisfazione incontenibile per l’attenzione riservata al suo Pita Oceana.
Marzo è quasi finito, ma con esso praticamente tutte le esposizioni più importanti del 2010: abbiamo ancora 9 mesi per parlare di Baselworld 2010 e delle novità che ancora la passione per gli orologi da polso ci riserverà!
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Se l’economia girasse come gli orologi di lusso d’epoca, sai che pacchia sarebbe per tutti? Ieri mi è arrivata un’email con il resoconto delle vendite che Christie’s ha realizzato nella stagione 2010 che è terminata con l’asta di New York di qualche giorno fa. Il gran totale fa segnare $91 milioni: la cifra più alta mai fatta registrare dalla casa d’aste per questa categoria!
Evidentemente – ma noi appassionati ce ne siamo accorti da qualche tempo – continua ad aumentare in maniera esponenziale la forma d’investimento in orologi d’epoca. E’ un fatto confermato, non solo dai “nuovi ricchi” che si sono accaparrati i pezzi battuti nelle sessioni tenutesi a Dubai e Hong Kong, ma anche delle altre sedi di New York e Ginevra che nel complesso hanno visto portare a termine oltre il 90% dei lotti in vendita.
Patek Philippe Ref. 1527 da record: aggiudicato a CHF 6.259.000
Il pezzo top dell’anno è stato venduto da Christie’s Ginevra e si trattava ancora una volta di un Patek Philippe, una rara referenza 1527 cronografo a calendario perpetuo del 1943 (te ne avevo già parlato qui). Apparteneva a un museo privato e la sua valutazione prima dell’evento era stimata in una ragguardevole cifra di CHF 1.500.000 – 2.500.000. E’ stato aggiudicato per CHF 6.259.000 – al cambio odierno € 4.393.192! Chissà tra sessant’anni cosa bisognerà sborsare per una Ref. 5951P presentata quest’anno a Baselworld? Potendo, oggi, conviene comprarlo invece che un appartamento? Non chiedermelo: non ho molto fiuto per gli investimenti in generale, a parte – guarda caso – qualche orologio ma di tutt’altre cifre…
“La rete” ha comunque contribuito tanto al business orologiero e tutte le case d’aste non sono certo state indifferenti ai mezzi che offrono le nuove tecnologie. Il sistema LIVE TM che Cristie’s utilizza, nell’ultima sessione del 15 dicembre scorso, ha fatto registrare oltre 300 acquirenti provenienti da 19 diversi paesi e non si trattava certo di pezzi da poche decine di euro.
L’ho scritto diverse volte: se dovessi comprare un orologio d’epoca – azione sempre molto delicata per i rischi in essa coinvolti – partirei da case d’aste come quelle del livello di Christie’s perché oltretutto anche i prezzi sono spesso più obiettivi e contenuti.
Dietro ai risultati così positivi che gli orologi d’epoca fanno in generale segnare oggi ci sono a mio avviso due riflessioni da fare. Certe cifre non si raggiungono mai per caso: qui non si tratta – come a volte avviene per il nuovo – di poter contare insieme alla bontà del prodotto su azioni di marketing e fattori influenzabili come mode e testimonial; evidentemente la qualità e rarità degli orologi d’epoca che si vedono negli ultimi tempi fa muovere i capitali di qualche esperto e danaroso collezionista, ma anche di molti istituti d’investimento che li acquistano a qualsiasi prezzo per fini speculativi. Dall’altra parte questa merce ha provenienze altrettanto illustri come intere collezioni private, musei e celebrità: fa pensare che forse non tutti si “disfano” di simili pezzi per speculare, ma per reali necessità.
Collezionare significa “raccogliere” e per chi lo fa sul serio, spesso, è solo a senso unico.
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